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Masterclass di Violoncello – Luglio 2019

Al Festival UniMusic della Nuova Orchestra Scarlatti un’intensa serata rivolta al violoncello con il Maestro Aurelio Bertucci e gli allievi della sua masterclass.

Il recente appuntamento del festival UniMusic, organizzato a Napoli dalla Nuova Orchestra Scarlatti in partnership con l’Università “Federico II” e l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, ha ospitato il violoncellista Aurelio Bertucci e gli alunni della sua masterclass.
Preceduto da una visita guidata al complesso dei SS. Marcellino e Festo, a cura dell’associazione Respiriamo Arte, il concerto è iniziato con la Trio sonata n. 1 in sol maggiore per due violini e basso, utilizzata da Stravinskij nell’incipit del suo “Pulcinella, balletto con canto su musiche di Pergolesi”, con il quale nel 1920 l’autore russo inaugurò il cosiddetto “periodo neoclassico”.
In realtà oggi è assodato che la sonata non appartiene a Pergolesi ma a Domenico Gallo, musicista di cui si sa molto poco, nato probabilmente a Venezia, intorno al 1730, da famiglia di origini napoletane, che visse forse anche a Londra, dove vennero pubblicate alcune sue raccolte.
Di seguito la prima delle Sarabande in programma, appartenente alla Suite n. 2 in re minore per violoncello BWV 1008 di Johann Sebastian Bach.
A tale proposito va ricordato che, proprio questa danza, affermatasi in Spagna, ma probabilmente di origini arabe, rappresentava il cuore di tutte le sei suite bachiane, e aveva il duplice scopo di scaricare le tensioni accumulate nei movimenti precedenti (Alemanda e Corrente) e preparare il terreno ai tre tempi conclusivi, costituiti da una coppia di danze (Minuetti, Bourrées o Gavotte, a seconda della suite) e dalla Giga finale.
Rimanendo in ambito bachiano, il successivo Adagio per violoncello ed archi si collocava nel periodo trascorso a Weimar dall’autore tedesco, ed apparteneva al gruppo di trascrizioni, richieste da Giovanni Ernesto, nipote del duca Guglielmo Ernesto di Sassonia-Weimar, relative a brani di musicisti italiani (in questo caso Alessandro Marcello), i cui manoscritti cominciavano in quel periodo a circolare in Europa.
Toccava quindi agli allievi della masterclass, che insieme al M° Bertucci e il M° Giovanni Sanarico, hanno eseguito due noti pezzi di musica leggera, arrangiati per otto violoncelli, “Terra Mia” di Pino Daniele e “Amapola” di José María Lacalle García, spagnolo trapiantato negli USA.
Era poi la volta di altre tre sarabande, due di Bach per violoncello solo, rispettivamente dalla Suite n. 5 in do minore BWV 1011 (con dedica al fratello del direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti Gaetano Russo, passato a miglior vita proprio il giorno del concerto) e dalla Suite n. 1 in sol maggiore BWV 1007 e una di Händel, dalla Suite in re minore HWV 437 per clavicembalo, in una trascrizione per ensemble di violoncelli.
Ultimi due brani in programma Oblivion di Piazzolla, scritto nel 1984 per la colonna sonora del film “Enrico IV” di Marco Bellocchio, ma ben presto divenuto un brano di successo a sé stante, e il Concerto per due violoncelli e basso continuo RV 531 di Vivaldi, la cui datazione risulta incerta, caratterizzato da un impianto più vicino al concerto solistico che al concerto grosso barocco propriamente detto.
Per quanto riguarda gli interpreti, iniziamo da Aurelio Bertucci che ha splendidamente eseguito i pezzi bachiani, evidenziando un suono morbido, pieno, avvolgente e di grande raffinatezza, per cui auspichiamo che, in tempi brevi, sia possibile ascoltarlo in un recital solistico.
Molto bravi anche gli alunni della sua masterclass, Vicenta Della Pietra, Giovanni Luca Borrelli, Ava Caitrin Johnson, Vittorio Infermo, Teresa Ferrara e Maria Pucino, che si sono confrontati nel migliore dei modi con i brani di Pino Daniele, Lacalle García, Haendel, Piazzolla, chiudendo con un Vivaldi dove, in ognuno dei tre movimenti, si sono scambiati di ruolo, insieme al maestro ed al M° Giovanni Sanarico, che li ha ben supportati.
Una nota di merito anche agli archi della Nuova Orchestra Scarlatti, impegnati nei brani di Gallo, Marcello-Bach e Vivaldi, per un concerto che ha saputo trasferire grandi emozioni al numeroso ed entusiasta pubblico presente, concluso in modo piacevole dalla riproposizione di “Amapola”.

 

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Vivaldi – Concerto in SOL minore per 2 Violoncelli e Orchestra – RV 531 (Allegro finale)